Musei Vaticani al cinema

Per la prima volta nella storia, il patrimonio dei musei vaticani viene svelato sul grande schermo.
-“Ma che, davero?”.
(Commento di una signora in sala)

Annunciato come un film-evento che avrebbe mostrato per la prima volta le opere capitali della storia dell’arte “come non le avete mai viste” , ovvero con la tecnologia treddì e a telecamere ultra accadì.

Tutto questo per un solo giorno di proiezione: il 4 Novembre 2014.
96°  anniversario della fine della prima guerra mondiale e giorno di festa per le Forze Armate; detto tutto ciò, la scelta di questa data per il lancio del film mi è ancora più incomprensibile.

Il film viene pubblicizzato come un “evento unico ed irripetibile” e perciò una massa informe di cittadini italiani accorre al box office del cinema a loro più vicino per assicurarsi una poltrona in prima fila:  centralini intasati dalle prenotazioni, sold out annunciati svariati giorni prima della proiezione e record di incassi, si parla di 250.000€ in una sola serata.

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Il segreto del successo?

  •  Una mega produzione Sky di 40 professionisti in collaborazione con il sesto museo più visitato al mondo;
  •  Una distribuzione Nexo digital, quella dell’unicorno origami per capirci;
  • Il film è stato distribuito, sia per la prima che per la replica, per il 55% nei multisala italiani.
    Per la prima il film viene proiettato in contemporanea in 150 sale italiane, tra queste 35 sono del circuito Space, 16 per UciCinemas, ho contati altri 29 multisala vari (siamo a 80) e poi mi sono fermata.
    L’evento unico ed irripetibile viene riproposto “a grande richiesta” la settimana successiva distribuendo il pacchetto in altre 60 sale, tra le quali 24 del circuito Space, altre 10 per dei multisala simili, e dunque ritroviamo la stessa proporzione tra multisala e cinema;
  • Il costo del biglietto varia dagli 8€ con riduzione ai 12€ intero, una media di 10€ a persona;
  • Il film dura 65 MINUTI.

Come mostrare e valorizzare il patrimonio artistico di una delle collezioni più antiche e più ricche del mondo in un’ora?

Creando un film che mostri le opere capitali della storia dell’arte conosciute da tutti, per dare la possibilità al signore dietro di voi di esclamare “La pietà di Michelangelo!”.
È quello che mi è successo andando a vedere questo film, per la sala si sentiva una raffica di bisbigli come “Crocifissione!” – “Laocoooonte!” – “Leonardo!” – “Maria!” – “Son quì!” – “Non te cara, la Madonna di Fontana”.

(posso giurare)

Madonna – Lucio Fontana (1956)

Si inizia con la collezione capitale del museo, i tesori dell’epoca greco-romana vengono mostrati a 360°  girando attorno al gruppo marmoreo del Laocoonte, avvicinandosi ai rilievi sull’armatura dell’Augusto di Prima Porta, quasi toccando i muscoli del Torso del Belvedere , per poi passare ad opere scultoree d’arte moderna, permettendo allo spettatore di guardare negli occhi i due cavalli di Franzoni e facendogli osservare la Pietà di Michelangelo dall’alto.

Pietà Rossa - Marc Chagall (1956)

Pietà Rossa – Marc Chagall (1956)

In successione la scelta delle opere pittoriche proviene dalla Pinacoteca Vaticana, pescando tra un Giotto, il Polittico Stefaneschi, un Leonardo, il San Girolano, un Raffaello, la Trasfigurazione, un Caravaggio, la Deposizione.
Per la Collezione di d’Arte Religiosa Moderna vengono mostrate la Pietà di Van Gogh, la Crocifissione di Dalì e la Pietà di Chagall annunciando che l’ebreo Marc Chagall è uno degli artisti più apprezzati da Papa Francesco, già.

Il gran finale spetta agli affreschi di Michelangelo per la Cappella Sistina, sponsorizzando il recentissimo lavoro di illuminazione con 7.000 led x 870.000€ dall’UE, e alle Stanze Vaticane di Raffaello.

Durata immagini d’arte bellissime: 35 minuti.

Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, sullo sfondo il Giudizio Universale.

Queste meravigliose immagini sono intervallate da interventi del direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, che accenna a grandi linee la nascita dell’istituzione museale più antica ed autorevole del mondo.
Durata interventi direttore musei vaticani: 10 minuti.

Seguono lunghissimi minuti con immagini di polvere dorata che vola sullo schermo nero, gocce d’acqua che cadono, fiamme che ardono e un inquietantissimo ragazzo seminudo che guarda dritto nella telecamera.
A volte il tizio dipinge, inquadratura sulla tavolozza e sul pennello, delle altre osserva le sue mani con rabbia, primo piano delle mani, e avanti così.
Nelle menti di quei “creativi e visionari” che hanno creato questo film e lo hanno chiamato documentario, il ragazzo inquieto seminudo è la personificazione della figura dell’artista estemporaneo.
Durata immagini dei quattro elementi e tizio inquietante: 15 minuti.

Intermezzo tipico di Musei Vaticani 3D

Intermezzo tipico di Musei Vaticani 3D

Per sottolineare che l’arte è bella ed importante, spesso appaiono sullo schermo delle frasi illuminanti che citano opere di scrittori e filosofi, da Goethe all’immancabile Wilde, mentre il film si conclude con una citazione di Papa Francesco a caratteri cubitali sullo schermo.
Durata citazioni: 5 minuti.

Dopo Canada e Italia, i prossimi stati che avranno la possibilità di vedere i Musei Vaticani 3D saranno Australia e Nuova Zelanda (lo scorso sabato 8 novembre) e UK e Irlanda (il prossimo martedì 18 novembre) ma la lista di distribuzione è molto più lunga e conta 56 paesi.

Il regista del film è Marco Pianigiani che si occupa di video pubblicitari e trailers per Sky. Nella sia carriera ha anche realizzato un video musicale per una nota rock band italiana, dove ho riscontrato la sua grande passione per la polvere dorata, il fuoco vivo, l’acqua e i primi piani inquietanti.

Il film si presenta da subito come una trovata commerciale, condita con elementi di dottrina cristiana.
Uno dei fili conduttori è il buon operato della Chiesa nei confronti dell’arte, dalla nascita dell’istituzione museale voluta dal papato per preservare le opere d’arte antiche si prosegue con l’arricchimento delle collezioni dall’età moderna a quella contemporanea.
Gran parte del film è dedicata alle opere Michelangelo e Raffaello, artisti in grado di presentare i concetti della dottrina cristiana in modo moderno, con opere sensazionali che hanno fondato l’epoca moderna della storia dell’arte e che sono state commissionate dal lungimirante Papa Giulio II.
La voce narrante che cerca di tenere il filo del racconto presenta e rilegge le stesse opere d’arte intrecciandole con la biografia degli artisti, l’inquieta e tormentata personalità di Michelangelo viene esaltata a pari passo con la sua ambizione e, durante la vecchiaia, il suo ripiegamento sullo spiritualismo.

A discapito di tutto ciò, la qualità delle immagini è elevatissima.
Non c’è modo di poter vedere le sibille cumane e i profeti che incorniciano gli episodi della genesi con una tale vivacità e chiarezza visitando la Cappella Sistina oggigiorno, sbracciare tra la folla di turisti e alzare il binocolo al soffitto in modo tremolante non permette all’occhio del visitatore di cogliere a pieno la raffinatezza dei corpi tortuosi affrescati tra il 1508 e il 1512.
D’altra parte trovo presuntuoso credere di poter presentare il fondamento della storia dell’arte in un contenitore che fa di tutto per stupire chi guarda, e che preferisce elargire sentenze piuttosto che insinuare in loro la curiosità e la potenza del dubbio, la capacità di osservare e dedurre.

Personalmente avrei preferito di gran lunga sedere su una poltrona del cinema per vedere un documentario sui Musei Vaticani  in vecchio stile, magari della durata di due ore e mezza con una successione di sole immagini ad alta definizione ed una colonna sonora che taccia, lasciando la parola alle opere stesse.
Certamente sarebbe stato un film che non avrebbe mai raggiunto gli stessi incassi di questo, sebbene i Musei Vaticani si sarebbero presentati in tutte le sale del mondo con un biglietto da visita più dignitoso.

Musei Vaticani 3D – al cinema
04/11/2014, con replica 10-11-12/11/2014.

Visto in replica, martedì 11/11/2014

Durata: 65′

Costo: 10€ intero / 8€ ridotto

Nota al lettore: Ho visto questo film in 2D in un cinema, non in un multisala, perciò non ho giudicato la scelta della tecnologia 3D per la produzione di alcune immagini.

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