Emozioni al Muséum d’Histoire Naturelle de Neuchâtel

Dopo gli sconvolgenti anni ’70, la noiosa e polverosa istituzione museale di storia naturale si è precipitosamente trasformata in un parco giochi.
La gran parte dei musei noiosi si sono rinnovati e sono diventati “interattivi” e “a misura di bambino”, costruendo percorsi scolastici per spiegare materialmente l’evoluzione, il big bang, i minerali, gli animali etc. con l’allestimento di scenari attrattivi per tenere alta l’attenzione.

http://www.expology.com/#/inspiria-science-center/

Attirare l’attenzione dei bambini al museo di scienze naturali

Sulla museologia e la questione dei musei naturalistici Giovanni Pinna, paleontologo e storico direttore del Museo di Storia Naturale di Milano, ha scritto un’intera bibliografia dalla quale suggerisco Tre idee di museo (sua è anche la prefazione).
La visione di Pinna sulla situazione attuale dei musei italiani è cruda e spietata, per non parlare di cosa ne pensa del corso di laurea in Beni Culturali: corso di studi creato ad hoc in un momento florido del business museale, ora lascia i laureati nelle grinfie degli uffici di collocamento.
Condivido a pieno il suo concetto di museo come luogo in cui il cittadino si identifica socialmente e culturalmente, un ruolo di fondamentale importanza che spesso viene meno a causa di interessi economici (personalmente non trovo nel museo della mia comunità che, si badi bene, è un museo sui funghi, già).

Questo breve preambolo è fondamentale per introdurre una nuova categoria di museo non ancora recensita su questo spazio, il museo di storia naturale, aka Disneyland.

Biglietto

Biglietto interattivo

Parlando appunto del filone dell’interattivo, alla biglietteria del Muséum de Histoire Naturelle di Neuchâtel una signorina mi ha consegnato questo biglietto con 12 tondini adesivi colorati e alla mia espressione dubbiosa mi ha tranquillizza dicendo che “tutto verrà spiegato durante la visita”.
Bene.

La mostra temporanea Émotions – une histoire naturelle vuole far provare al visitatore la collera, la sorpresa, la paura, la tristezza, l’imbarazzo, la gioia e il disgusto.
Essendo gli svizzeri molto riservati, il tutto avviene in solitaria dentro a delle cabine mare che ospitano principalmente dei video molto suggestivi.

Cabine delle emozioni

Cabine delle emozioni

Dopo essere entrato in tutte le cabine, il visitatore si scontra contro un muro di sagome umane e bambiniformi sulle quali può finalmente appiccicare il bollino in corrispondenza della parte del corpo in cui ha provato quella determinata emozione.

Dove sentite la gioia?

Dove provate la felicità?

La spiegazione scientifica si trova in un pannello alla fine del muro:

  • La felicità è un sentimento che coinvolge tutto il corpo, le parti dove l’attività è più intensa sono le testa e il petto.
  • L’ira investe tutta la parte alta del nostro corpo, i centri nevralgici sono le mani, il cuore e la testa.
  • L’imbarazzo infiamma le guance e scalda un po’ il cuore.
  • La tristezza sembra non avvolgere dei punti specifici se non un po’ il cuore, gli occhi e la gola; piuttosto sembra che essa spegnga tutto il resto del corpo.

Con questa esperienza all’interno dell’esposizione, il museo è riuscito ad attivare una riflessione ed un dialogo stretto tra visitatore-contenuto della mostra sulle domande fondamentali: cosa sono le emozioni? Perché le proviamo? E ancora, a cosa servono? Hanno una correlazione psico-fisica? Proviamo le stesse emozioni, da persona e persona?

Organi sotto formaldeide

Organi sotto formaldeide

 A queste domande ed a molte altre si trova la risposta durante le labirintiche stanze del museo, tra animali impagliati, video, microscopi e test da eseguire in tavoli-schermo touchscreen.

Gli animali provano emozioni?

Eccome.
Il signor Darwin ci spiega che se alcune specie non avessero provato la paura nei confronti di una specie più forte, non avrebbero identificato in essa il nemico da cui fuggire o difendersi, perciò non si sarebbero evolute di conseguenza per sopravvivere.
Ah, l’evoluzione.

Test sul riconoscimento delle emozione nelle scimmie

Test sul riconoscimento delle emozione nelle scimmie

Il resto della visita è dedicata all’esposizione permanente, ed è proprio in questa sezione che si riconosce l’impianto consolidato di una realtà museale solida che il cittadino neuchâtelois visita più volte con piacere, da solo ed in compagnia della famiglia.
Per due piani diversi animali impagliati vengono presentati come piccole scenette quasi romantiche, nella sala dei volatili sotto ogni teca il visitatore può premere il bottone apposito e diffondere, tra le luci soffuse, il canto melodico.
Nella stanza degli insetti questi ultimi sono stati appesi in maniera esplosiva e vorticosa, dal più piccolo al più grande, e sul tavolo centrale sono sistemati dei microscopi Leica con sui osservare da vicino alcuni di questi esseri mentre sul piano scorrono delle proiezioni inquietanti.

Stanza degli insetti

Stanza degli insetti

Una saletta ospita la fauna impagliata del lago di Neuchâtel, principalmente cigni, papere e svassi ma ecco che torna l’impronta fortemente identitaria.
L’ultima sezione è dedicata alla storia del mondo e della conformazione geografica della Svizzera compresi fossili e minerali, il tutto esposto in quattro grossi armadi con tanto di cassetti pieni zeppi di spiegazioni e contenuti (anche un diamante grezzo).

Quindi ora, tornata bambina, rispondo alla domanda della maestra:

Cos’ho imparato oggi al museo di storia naturale di Neuchâtel?

Che una sensazione è un’emozione che viene riconosciuta e quindi identificata, una parte cosciente dell’emozione.
Che provare emozioni porta un’essere a compiere delle scelte, e sono queste che fanno in modo che quest’essere sappia muoversi nell’ambiente e compia determinate azioni.
Che anche gli animali provano empatia per i loro simili ed è ciò che gli permette di vivere in branco.
Che le reazioni emotive delle scimmie non sono dissimili dalle nostre.
Che se al giorno d’oggi un essere umano non provasse emozioni potrebbe certamente vivere ma causerebbe dei forti squilibri nel contesto sociale di cui è parte.
Che il centro della collera sono le mani e i piedi (e mi chiedo invece se questa sia la spiegazione scientifica della violenza).

Che l’insetto stecco fa schifissimo.

Trova i due insetti stecco

Trova i due insetti stecco

Emotions, une histoire naturelle – Muséum d’Histoire Naturelle de Neuchâtel

Da 30 Novembre 2014 a 29 Novembre 2015

Visitata 23/12/2014

Durata: 2h30

Costo: CHF 8.- pieno /CHF 4.- ridotto

Nota al lettore: ciò che ho scritto qua sopra è una recensione soggettiva, è quello che ho PROVATO e PENSATO durante mia esperienza museale, o che almeno ho RICORDATO.
Qui il sito.
Le foto sono state scattate durante la visita, tranne la prima.

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